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Due chiacchiere con P. Mario

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P. Mario ValcamonicaDue chiacchiere con Padre Mario  In occasione della sua presenza in parrocchia, dove è venuto a celebrare il suo 30° Anniversario di sacerdozio, sono riuscito a sottrarre P. Mario all’affettuoso pressing della comunità che lo richiedeva e ad avere con lui una lunga e piacevole chiacchierata di cui riporto alcuni punti.

A cominciare da come e' nata la sua vocazione e come è diventato Padre Cavanis quando,  ragazzino, ha incontrato nella sua scuola di Brugherio un "promotore vocazionale” (figura ormai scomparsa) che ha offerto l'opportunità di trascorrere, durante le vacanze estive, una settimana a Levico.

Con altri 7-8 compagni è dunque partito per Levico dove l'esperienza è stata così positiva che è stata ripetuta l'anno successivo. Ha poi deciso di proseguire gli studi presso le scuole medie di Levico e, a seguire, il liceo di Possagno (seminario minore). Quello che forse pochi sanno e che lui ricorda con commozione è che il Padre Cavanis "promotore vocazionale" venuto a Brugherio e pertanto responsabile della sua vocazione era Padre Raffaele.

Al liceo è seguito il noviziato a Roma, poi ha deciso di fare i due anni di specializzazione a Milano arrivando così nella nostra parrocchia di S. Antonio dove, durante il secondo anno di studi, non ancora prete, è diventato operativo come responsabile dell'oratorio fino ad essere poi ordinato sacerdote, sempre nella nostra parrocchia, appunto 30 anni addietro.

Gli ho chiesto delle differenze o delle similitudini delle comunità brasiliane rispetto alla nostra.

In Brasile, visto il suo vasto territorio, ci sono tante piccole "comunità di base" che si ritrovano in occasione della S. Messa. Quando era parroco a Ortigueira - Paraná - andava a celebrare la S. Messa in alcuni posti sperduti dove c'erano comunità di base che arrivavano da molto lontano, aspettandolo anche per ore date le distanze e le difficoltà di spostamento.

In queste realtà la fede viene vissuta con molta intensità, un momento di aggregazione e condivisione di valori. In questo Brasile, "lontano è vicino": al mattino, quando ti alzi, sai se il tuo vicino che abitava a tre chilometri di distanza ha dormito bene o no. A differenza delle comunità urbane dove "vicino è lontano" . Spesso noi non sappiamo neanche come sta il nostro vicino che abita sulle stesso pianerottolo . Di fatto nelle grandi città si perdono i valori della fede.

Oggi in Brasile chi unisce è la televisione. Ci sono quattro grandi emittenti, tutte religiose. Le televisioni fanno a gara per attirare l'attenzione della gente anche lanciando slogan, canzoni a sfondo religioso. Tutto questo è iniziato qualche anno fa, quando gli evangelisti hanno acquistato diverse radio. La religione è diventata così "Religione mediatica".

Nella sua attuale comunità di Belo Orizonte - Minas Gerais la fede viene vissuta in modo caotico come tutte le altre mille cose che si fanno durante la giornata. Questo in Brasile ha creato spazio a quelle "micro comunità" che danno poi origine a numerosissime "sette", con l’evidente pericolo che questo fenomeno comporta .

Tre anni fa durante la sua S. Messa di saluto alla nostra comunità P. Mario ci ha raccontato dello spirito missionario : - la prima volta vai per fare, la seconda vai per fare con, la terza vai per stare.

Gli ho chiesto di raccontarci del suo rapporto con la mentalità brasiliana.

“E' difficile fare tua la mentalità, la cultura brasiliana. Per esempio qualche giorno fa, nella casa, stavano costruendo un muro abbastanza grande e lo stavano realizzando a piccoli pezzi. Mettevano assi, poi facevano il cemento a mano per fare la colata e così via, pezzo dopo pezzo. Ho consigliato loro di preparare tutta la struttura in legno del muro per fare un’unica colata di cemento ma nessuno mi ha ascoltato e tutto è proseguito come prima. E questo non certo per cattiveria o mancanza di rispetto, ma perché lì si faceva così da sempre e così era normale continuare a fare.

Cerco di stare loro vicino e di adeguarmi, almeno quando possibile, alla loro mentalità e al loro modo di vivere, ma qualche volta sono costretto a prendere l'iniziativa per fare almeno quelle cose importanti che ci permettono di andare avanti, come in particolare risolvere tutti i problemi legati all’elefantiaca burocrazia che altrimenti vanificherebbe gli sforzi fatti fino ad ora da tutti, anche da voi che ci sostenete col vostro supporto materiale e di preghiera.”

Ci sarebbero tante altre cose interessanti che P. Mario ha raccontato ma lo spazio non mi consente di continuare: voglio solo finire ringraziandolo per il tempo che mi/ci ha dedicato in questa sorprendente e piacevole chiacchierata.

Cino Stoppa

 

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